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INFORMAZIONI E ARTICOLI

L'obesità accorcia la vita

Il grasso in eccesso è un fattore di rischio pericolosissimo per la salute

L'obesità è una patologia legata quasi sempre ad una cattiva o eccessiva alimentazione e ad una vita sedentaria

Recenti studi hanno dimostrato che l'obesità può essere anche legata a condizioni genetiche, fattori ambientali, disfunzioni ormonali, la psiche del paziente.

Molto spesso i problemi psicologici sono la causa di questi disordini alimentari.
È quindi basilare un supporto psicologico o psichiatrico per curare questa patologia invalidante.

Studi su famiglie intere e su gemelli hanno dimostrato l’ipotesi di un’influenza genetica, responsabile delle cosiddette anomalie metaboliche che faciliterebbero l’insorgenza dell’obesità in presenza di alta disponibilità di alimenti e cronico sedentarismo.

Esistono però fattori individuali che possono contribuire all’eccessiva introduzione di cibo: si tratta di comportamenti impulsivi o compulsivi secondari a depressione o ansia.

Anche alcuni farmaci possono, se utilizzati a lungo, facilitare l’insorgenza dell’obesità.



Nei paesi industrializzati colpisce fino ad un terzo della popolazione adulta, con un’incidenza in aumento in età pediatrica: rappresenta infatti la malattia di più vaste proporzioni del terzo millennio e la più comune patologia cronica del mondo occidentale.

L’obesità costituisce un serio fattore di rischio per mortalità e morbilità, per le complicanze cardiovascolari e respiratorie; e per le patologie ad essa associate (diabete mellito, ipertensione arteriosa, iperlipidemia, calcolosi della colecisti, osteoartrosi).

Le tre fonti per la produzione di energia nel corpo umano  sono il glucosio ematico, il glicogeno epatico e cellulare; gli acidi grassi del tessuto adiposo.

La funzione del tessuto adiposo è quella di depositare e mobilizzare energia.
I trigliceridi, per esempio, costituiscono circa il 90% della cellula adiposa e il 65 % del tessuto adiposo; essi rappresentano la forma di deposito di energia a più alta concentrazione e più prontamente disponibile.

L’obesità deriva da alterazione dell’assunzione e\o dell’utilizzazione e\o del deposito delle sostanze nutritive: meccanismi che comportano un bilancio energetico positivo; in altre parole essa è il risultato di uno squilibrio tra eccessiva introduzione calorica, assoluta o relativa, rispetto al dispendio energetico che si compie.

Recentemente l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato nuovi criteri per classificare l’obesità in base al BMI (body mass index o Indice di Massa Corporea, ottenibile dal rapporto peso\altezza (kg\m) al quadrato): come limite superiore di normalità è stato fissato un valore di BMI di 24.9, mentre sono stete definite Obesità di I, II e III grado quei valori di BMI compresi rispettivamente tra 25 e 29.9, fra 30 e 39.9 e maggiori di 40.

E’ stato ormai anche dimostrato che è sufficiente una riduzione del 10-15% del peso iniziale per indurre significativi miglioramenti di ipertensione, diabete e patologie cardiovascolari.

Tutto ciò è fondamentale alla luce delle nuove scoperte e statistiche.

L'obesità non solo determina una cattiva qualità della vita, accompaganata da patologie di vario tipo ed importanza.

Ma riduce gli anni di vita di un individuo, un pò come accade per il fumo.

Gli esperti hanno calcolato, attraverso uno speciale sistema di misurazione della qualità di vita, che il numero di anni in salute persi a causa dell'obesità è oggi uguale, se non maggiore rispetto agli anni 'bruciati' per colpa del fumo.

Questo studio è stato fatto avvalendosi del Behavioral Risk Factor Surveillance System, un'enorme indagine che ha coinvolto oltre tre milioni e mezzo di americani dal 1993 al 2008.

Il suggerimento, in caso di sovrappeso, anche modesto, è di andare prima di tutto da un endocrinologo ed un dietologo.

Una volta definito il proprio sovrappeso, gli specialisti indicheranno cosa fare e come fare per riportare l'organismo ad un equilibrio corretto e stabile.

Sarà lo stesso specialista a suggerire l'intervento di uno psicologo se dovesse ritenerlo necessario per il paziente.

Un ultimo consiglio: niente diete faidate, sono pericolose per l'organismo ed inutili per il conseguimento del risultato.

 



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