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INFORMAZIONI E ARTICOLI

La Leptospira

Una malattia molto pericolosa
Che colpisce cani, gatti, cavalli... e l'uomo

La leptospirosi è una malattia che può essere contagiata anche all’uomo.

Colpisce gli animali selvatici, quelli domestici e quindi l’uomo.

Le leptospire sono ospiti abituali di topi, ratti, maiali, nutrie, nell'ambiente si trovano, nell'urina, nell'acqua e nel fango.

La leptospirosi può colpire il cane, il gatto, il bovino, il cavallo e il suino.

Il gatto, fra gli animali domestici, è la specie più resistente all’infezione, il cavallo raramente contrae la leptospirosi.



Le leptospire vivono in particolari condizioni ambientali: in  presenza di ossigeno; umidità elevata (più la zona è piovosa più il rischio è elevato); temperatura compresa tra i 20 e i 30°C; pH leggermente alcalino (tra 7 e 8); presenza di humus, rifiuti e sostanze organiche in genere; concentrazioni ottimali di calcio, fosforo, potassio; presenza di acqua stagnante o a lento scorrimento; zone d'ombra o al riparo della luce solare diretta.

Chiunque può infettarsi se passa del tempo all’aperto in zone umide ed acquitrinose dove sono presenti animali infetti.

Pescatori, cacciatori, militari, veterinari, agricoltori e, in genere, persone che vivono all'aperto, sono a rischio di infezione.
Durante le emergenze e, in particolare durante le alluvioni, questo tipo di infezione può essere contratta anche dai volontari di protezione civile dediti alla pulizia delle case inondate, alla rimozione di fango e detriti o ad opere di arginatura.

Sempre più spesso, questa malattia interessa anche persone che praticano sports a contatto con l'acqua di laghi e dei fiumi, la trasmissione può avvenire per contatto di lesioni della pelle o mucose con urine o acque infette; le leptospire passano dalla madre al feto e possono causare aborto ed infertilità; anche morsi di animali infetti (roditori in genere) posono trasmettere le leptospire; anche il morso di una zecca è infettante per circa 500 giorni dopo che è stata contagiat.

Gli organi contagiati per primi sono fegato e reni.
Il bovino manifesta la malattia con febbre, anemia, ittero, emoglobinuria, agalassia, mastite e aborto nelle forme gravi.
Nel cavallo può causare depressione, apatia, anoressia, ittero, neutofilia, aborto, congiuntivite e infiammazione delle mucose.

Nel cane la leptospirosi si manifesta in tre forme cliniche: gastroenterite emorragica, ittero e nefrite.
Nella prima i sintomi sono vomito emorragico, diarrea e insufficienza renale acuta.
La forma itterica oltre ai sintomi già descritti è caratterizzata da ittero (color giallo arancio delle mucose con piccole macchie rosse).
La nefrite comporta forme renali molto gravi.
L'animale va curato immediatamentee bisogna ricordare che il cane guarito dalla leptospirosi sembra possa continuare ad eliminare le leptospire tramite l’urina per oltre un anno.
Questo significa che bisogna far attenzione in casa e anche all'esterno, perchè la sua urina infetta può contagiare altre persone, bambini o animali al di fuori della propria casa.

La leptospira nelluomo è responsabile di malattie da lievi a gravi.
La forma più grave è nota come morbo di Weil, considerata malattia professionale per le persone che accudiscono animali, può essere contratta accidentalmente anche facendo il bagno in acqua stagnante contaminata dalle urine dei ratti.
Le lesioni della pelle, le mucose nasali ed orali rappresentano la porta di ingresso delle leptospire, l’incubazione varia da pochi giorni a settimane e l’infezione si manifesta con sintomatologia simile a quella che si osserva nei nostri animali.

Di solito l'esordio della malattia si manifesta bruscamente con l’insorgere di una febbre molto violenta, accompagnata da sintomi come vomito, diarrea, dolori muscolari, mal di testa e brividi.
La malattia in questa fase ha un decorso positivo, ma se invece passa alla seconda fase, decisamente più grave, i sintomi si aggravano con insufficienza renale ed epatica e meningite. Questo secondo stadio della leptospirosi è definita malattia di Weil.
Tra gli altri sintomi della malattia la presenza di ittero, ed occhi arrossati, dolori addominali ed anche eruzioni cutanee.
Nella seconda fase, oltre ai sintomi già citati può incorre anche difficoltà respiratoria. In rari casi può avvenire addirittura il decesso.
La malattia ha un decorso variabile, può durare infatti da 3 giorni a 3 settimane e più, e, se non trattata, può persistere anche per molti mesi.
Per guarire è necessaria una terapia antibiotica immediata.

In natura esistono decine di microrganismi appartenenti alla famiglia delle spirochetacee che causano la leptospirosi.
Generalmente, l'infezione garantisce l'immunità per il singolo microrganismo che ha causato l'infezione ma non per tutti gli altri della stessa famiglia.
Particolare attenzione si deve porre alla disinfezione dei ricoveri e dei luoghi dove i nostri animali hanno soggiornato e hanno emesso deiezioni.
Sebbene i germi vengano eliminati con l’urina dopo circa 10-14 giorni dall’infezione e nonostante le leptospire siano rapidamente inattivate, una volta giunte nell’ambiente esterno, dalla luce e dall’essiccamento, è pur vero che nelle zone d’ombra e in acque stagnanti possono viceversa sopravvivere a lungo (anche 3-6settimane).

Una corretta e costante profilassi vaccinale, soprattutto nei cani da caccia o "rurali", dovrebbe essere la prima scelta.
Però, mentre le altre vaccinazioni hanno una copertura di vaccino di un anno, la leptospirosi è di solo sei mesi, perciò, nelle zone a rischio, dovrebbe essere effettuata due volte l'anno.

Per l'uomo la prevenzione prevede di evitare di nuotare o guadare torrenti, laghi o stagni in particolare quando si hanno ferite od escoriazioni, se si sta nuotando, evitare il contatto con la bocca e l'ingestione di acqua.
Durante le emergenze, è bene evitare il contatto diretto con acqua e fango indossando guanti di gomma e stivali; Non bere acque superficiali (di pozze, torrenti, laghetti, ecc.) senza bollitura o un preventivo trattamento chimico.

Tenere sotto controllo l'eventuale presenza di topi e ratti intorno alla casa o al luogo di lavoro; Indossare guanti quando si trattano animali morti o quando si puliscono le lettiere degli animali o i luoghi dove vivono; Drenare e prosciugare eventuali pozze di acqua stagnante.

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