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La diossina

Pericolo o allarmismo?
''Escludiamo rischi per la salute dei consumatori italiani''. Così il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che ha risposto oggi durante il Question Time alla Camera ad un'interrogazione di Daniela Melchiorre (Maie) sul problema della contaminazione da diossina di uova e carni riscontrata negli allevamenti tedeschi.
 
Fazio ha spiegato che ''i valori massimi di diossina sono un picogrammo per grammo di grasso nelle carni suine e tre per le carni bovine e le uova. Si tratta di criteri molto conservativi e il parametro di sicurezza è 100 volte inferiore rispetto al limite di tossicità''. Per riscontrare effetti tossici, ha spiegato Fazio, "un uomo dovrebbe ingerire centinaia di chili di carne suina contaminata ai livelli trovati in un unico allevamento" nella Bassa Sassonia.



 
Domani il ministro ha annunciato che avrà un incontro con i vertici dell’Istituto Superiore di Sanità e i rappresentanti delle Regioni, mentre l'associazione Ue dei produttori di mangimi Fefac ha annunciato un nuovo piano per monitorare la diossina nella catena alimentare. Potrebbe essere pronto entro la fine di gennaio. Scende in campo anche Assalzoo, l'Associazione che riunisce i produttori di alimenti zootecnici, che rappresenta le aziende che forniscono il 70% della produzione nazionale. Nessun allarme per l’Italia, ricorda il presidente di Assalzoo Silvio Ferrari: ben il 98,2% dei mangimi consumati nel nostro Paese, infatti, è prodotto in Italia, dove c’è una quasi completa auto-sufficienza nell’approvvigionamento dei mangimi animali.

“Fin dai primi anni ‘90 abbiamo promosso specifici Codici di buone pratiche di fabbricazione fino ad arrivare due anni fa all’adozione del Codex Assalzoo, che ha ricevuto il patrocinio dei Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - afferma Ferrari - e che rappresenta il principale strumento di riferimento a disposizione del settore mangimistico per mantenere la sicurezza e la qualità dei mangimi italiani ai più elevati livelli oggi possibili”. Ogni anno in Italia vengono prodotti circa 14 milioni di tonnellate di mangime per alimentare gli animali allevati nel nostro Paese (suini, bovini, conigli, avicoli).

“Senza industria mangimistica non esisterebbe zootecnia in Italia”, ricorda Ferrari, che sul caso tedesco che sta destando le preoccupazioni dei consumatori europei precisa: “L’industria mangimistica italiana, fin dagli scandali della Bse e del caso della diossina in Belgio e anche oggi con il caso diossina in Germania, è rimasta sempre estranea da tali emergenze dimostrando la serietà delle aziende nazionali”.

Fonte ufficiale: salute24ore/ilsole24ore.it

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