Emorroidi

Cosa sono le emorroidi

Nella parte terminale del retto, vicino all’ano, sono presenti dei cuscinetti di tessuto vascolarizzato, dunque ricchi di altrettanto tessuto connettivo e vasi sanguigni, conosciuti come emorroidi.

Le emorroidi svolgono un ruolo molto importante, al fine di mantenere un efficiente stato di continenza fecale. Può succedere, però, che in definite circostanze, a causa di un determinato stress da sforzo, le vene emorroidarie si infiammino e si ingrandiscano, causando la patologia emorroidaria. Questa condizione è molto comune, infatti, circa due terzi della popolazione potrebbe soffrirne. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, il rigonfiamento e il dolore causato dalle vene emorroidali, non risulta particolarmente acuto ed è possibile curarlo con l’aiuto di una semplice crema.

Le emorroidi possono svilupparsi in due modi: all’interno del retto, dunque interne o sotto la pelle, intorno all’ano, quindi esterne. Queste ultime sono le più comuni e sono spesso accompagnate da immediato dolore.

Per la cura e la prevenzione di questo fastidioso problema, esistono differenti trattamenti, dunque, il consiglio è di non esitare a rivolgersi al proprio medico per trovare la soluzione migliore e più efficace per questo particolare disturbo.

Emorroidi: i sintomi

In base alla diversa tipologia delle emorroidi, anche la sintomatologia varia.

Le emorroidi esterne comportano:

  • Prurito o irritazione nella regione anale;
  • Dolore o fastidio;
  • Gonfiore intorno all’ano;
  • Sanguinamento;
  • Infiammazione;
  • Noduli duri (nel caso di un coagulo).

Nel caso, invece, di patologia emorroidaria interna, ossia rigonfiamento del tessuto vascolare delle emorroidi primarie, i sintomi sono meno evidenti.

Le emorroidi interne mostrano segnali soprattutto nel caso in cui ci sia un prolasso del tessuto, ovvero un distaccamento e conseguente fuoriuscita dell’emorroide dal margine dell’ano, che provoca, quindi, dolore durante la defecazione. In questo caso, è possibile notare nelle feci la presenza di sangue. Questo sintomo, tuttavia, potrebbe essere anche ricondotto ad altre patologie, dunque, è sempre consigliato consultare il proprio medico, per una corretta diagnosi.

Emorroidi: le cause

Tra le possibili cause di emorroidi, che portano al rigonfiamento delle vene emorroidali, dando così origine all’infiammazione dovuta all’eccessivo stress della zona interessata, possiamo elencare:

  • Sedentarietà;
  • Diarrea cronica o costipazione;
  • Obesità;
  • Gravidanza (nelle donne, infatti, può incrementare il rischio di emorroidi);
  • Rapporti anali;
  • Dieta povera di fibre;
  • Sollevamento regolare di carichi pesanti.

Emorroidi: la cura e il trattamento

La soluzione da adottare in risposta al problema delle emorroidi varia in base al grado della malattia e al tipo di emorroidi coinvolte. Spesso, nei casi di sintomi lievi, è necessaria solamente l’assunzione di alcuni farmaci da banco e una dieta specifica, tuttavia, nelle situazioni più gravi, invece, potrebbe essere indispensabile ricorrere ad un intervento chirurgico.

Cura naturale per le emorroidi

Previa consultazione del medico, nel caso di sintomi lievi, è possibile alleviare il dolore, il gonfiore e l’infiammazione attraverso alcuni semplici accorgimenti:

  • Integrare una dieta ricca di fibre per aiutare a ridurre lo sforzo durante la defecazione, riducendo, così, lo stress della zona interessata;
  • Applicare pomate a base di aloe vera, olio di jojoba, amamelide, oli essenziali di cipresso e menta;
  • Evitare cibi speziati o piccanti che possono causare sofferenza durante il transito intestinale;
  • Cercare di non stare seduti per periodi prolungati;
  • Evitare sforzi fisici eccessivi.

Come curare le emorroidi esterne

Nei casi in cui le emorroidi esterne provochino fastidio è indispensabile consultare il medico per seguire il trattamento più opportuno, al fine di evitare alcuni fattori di rischio che potrebbero peggiorare il disturbo. Tra le soluzioni più comuni, troviamo:

  • Applicazione di una crema specifica per emorroidi (la si può trovare facilmente in farmacia) o una supposta contenente idrocortisone, che aiuta a ridurre i sintomi e il gonfiore;
  • Assunzione di analgesici orali a base di paracetamolo che possono diminuire il dolore legato alle emorroidi.

Se i sintomi dovessero persistere sarà necessario contattare nuovamente il medico per ulteriori terapie.

Nell’eventualità di un coagulo di sangue, formatosi all’interno di un’emorroide esterna, ci si troverà in presenza di una trombosi. Il medico, in questo caso, dovrà rimuovere le emorroidi attraverso un piccolo intervento di trombectomia emorroidaria. Questa procedura, eseguita in anestesia locale, sarà più efficace se effettuata entro 72 ore dallo sviluppo del coagulo.

Emorroidi interne: come curarle

Le emorroidi interne, nel caso di un prolasso del tessuto, dovranno essere trattate attraverso l’utilizzo di procedure chirurgiche, più o meno invasive, in base alla valutazione data dal medico. Di seguito i metodi più comuni:

Legatura elastica delle emorroidi

La legatura elastica delle emorroidi cura il problema tramite il supporto di un elastico posizionato alla base dell’emorroide interna, per chiuderne, così, la circolazione. In questo modo, dopo la prima settimana, il prolasso appassisce e si stacca in maniera autonoma.

Scleroterapia emorroidica

La scleroterapia consiste nell’iniezione di una soluzione chimica nel tessuto delle emorroidi, per ridurlo. L’iniezione, al contrario della legatura elastica, non provoca dolore, però potrebbe risultare meno efficace. Questa terapia facilita il riassorbimento della fibrosi. La soluzione può essere somministrata a temperatura ambiente, utilizzata a circa – 40°, in questo caso si parla di crioscleroterapia, se invece viene mescolata con l’aria si tratta di scleromousse.

L’emorroidectomia

L’emorroidectomia è l’intervento più invasivo, ma anche più risolutivo per questa malattia, viene, infatti, consigliato per i casi più gravi e cronici. L’operazione consiste nella rimozione chirurgica del prolasso, eliminando, così, il tessuto patologico. Il medico ha una percentuale di successo per la soppressione di recidive pari al 95%.

Quando andare dal medico

Se si dovessero notare presenza di sangue nelle feci o dolori nella parte marginale dell’ano, è fondamentale consultare immediatamente il medico per una diagnosi più approfondita. Non sempre la presenza di sangue è riconducibile ad un emorroide, è quindi essenziale consultare un medico per poter prevenire complicazioni e migliorare lo stato di salute generale.

Consigli del farmacista

Per evitare la comparsa della patologia emorroidaria, la prevenzione è basilare. Una cura naturale comprende una dieta ricca di fibre e una sana attività fisica che possono migliorare lo stato di salute e impedire la successiva presenza di problemi.

2 elementi

per pagina
Imposta la direzione decrescente

2 elementi

per pagina
Imposta la direzione decrescente
© 2006 - 2021 Farmacia Santa Rita S.n.c. - Powered by Marketing Informatico